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Giu 18 2017

Raccontare la fede

Un racconto, formato ebook, per risalire alle radici delle fede cristiana nella vita eterna, che Dio  vuole donarci in Cristo Gesù.

Oggi, come duemila anni fa, la notizia della resurrezione di Gesù può generare ancora incredulità e scandalo, ma per chi ha fede essa è fonte di salvezza.

In questo ebook, è l’apostolo Giovanni a raccontare come Gesù Risorto si mostrò a lui e agli altri suoi discepoli, nella semplicità dei gesti della vita quotidiana, prima di inviarli a predicare in tutto il mondo.

Un libro per ravvivare la fede e rafforzare la speranza nella vita eterna.

Leggi qui un’anteprima:

I giorni del Risorto

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Feb 19 2011

Vangelo secondo Giovanni

Pubblicato da archiviato in Argomenti vari,Argomenti vari,Società

Nel vangelo di Giovanni, Gesù è presentato come la Parola vivente del Padre che si è incarnata nella natura umana, per comunicare con noi, al fine di rivelarci la verità stessa del Padre, cioè il Suo amore infinito per noi, per il quale Egli vuole che viviamo in eterno come Lui e insieme con Lui.

  Non si può dimostrare in alcun modo che quanto Giovanni ha scritto sia la verità, ma la sua testimonianza è per la fede e per chi ha fede. Giovanni è uno di quelli che hanno visto Gesù in carne e ossa, quando camminava su questa terra, e  ha raccontato quello che ha visto, quello che ha udito e quello che ha toccato con mano (1 Gv 1, 1).

  Si comprende che il Vangelo dice la verità, solo accostandosi ad Esso con fede, cioè credendo che ciò che in Esso si legge è la verità. La fede dischiude gli “occhi” della mente e del cuore alla visione della Luce che risplende in Gesù, il Figlio di Dio, e permette di entrare in comunione con Lui, che  a Sua volta ci mette in comunione col Padre, del quale Egli è la Parola che il Padre stesso ha rivolto a ciascuno di noi, affinché ascoltandoLa e credendo in Essa possiamo conoscere la Vita e ricevere la vita eterna, che Egli vuole darci e che noi possiamo ottenere, credendo in Gesù.

  Senza fede non c’è comprensione, senza comprensione non c’è amore, senza amore non c’è relazione con Dio, senza relazione con Dio non c’è salvezza, né gioia né felicità.

  La fede, dunque, è l’atteggiamento richiesto per accostarsi nel modo giusto al Vangelo di Giovanni, poiché a tutti coloro che credono, Gesù ha promesso che sarà dato di comprendere la verità, la quale ci renderà liberi, liberi di entrare in una relazione d’amore con Lui e liberi di accettare da Lui il dono della vita senza fine.

  Per questo invito chiunque a leggere e a rileggere il Vangelo di Giovanni, con o senza l’ausilio del mio commento, lasciandosi illuminare dalla Verità che in Esso risplende.

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Set 03 2010

Vangelo secondo Giovanni

 

“Gesù rispose loro: ‘In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo’. Gli dissero allora: ‘Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?’. Gesù rispose loro: ‘Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato”. Gv 6, 26-29

Rivolgendosi a coloro che lo stavano cercando, Gesù dice che lo cercano non perché hanno “visto” dei segni, ma perché si sono saziati dei pani che egli aveva distribuito sul monte, il giorno precedente. Il verbo usato nel testo greco del Vangelo di Giovanni può essere tradotto in italiano non solo col verbo “vedere”, utilizzato dalla versione ufficiale delle C.E.I., ma anche col verbo “comprendere”, che sembra più rispondente al contesto. La folla si è messa alla ricerca di Gesù non perché abbia compreso il significato del gesto miracoloso che Egli ha compiuto, distribuendo i pani e i pesci, ma perché si è saziata di quel pane, cioè di quel cibo materiale che  solo momentaneamente pone fine alla fame del nostro corpo. E per questo volevano farlo re!

  Ma Gesù è venuto a portarci un altro cibo, un cibo spirituale che è in grado di saziare per sempre la nostra fame di vita, per questo dice: “Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà.”

  Il cibo che Gesù vuole darci, presentandosi qui col titolo profetico di Figlio dell’uomo, è la vita eterna, che si ottiene mediante la fede in Lui, che è la Vita. Dunque Gesù suggerisce alla folla che Egli ha da darci qualcosa di ben più grande e prezioso del pane materiale, che l’aveva spinta a mettersi alla Sua ricerca. E alla domanda che Gli viene rivolta per sapere che cosa bisogna “compiere per fare le opere di Dio”, Gesù dà una risposta  chiara e inequivocabile: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato”.

  Dio non ci chiede di compiere chissà quali opere, ma di credere in Gesù, che Egli ha mandato tra noi per annunciarci la vita eterna; Egli è il vero cibo che sazia la nostra vera fame, che è fame di vita, di vita eterna, di quella vita che Gesù darà a tutti coloro che hanno fede in Lui.

 

“Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: ‘Rabbì, quando sei venuto qua?’.  Gv 6, 22-25

La folla che aveva mangiato il pane aveva visto partire i discepoli, ma non Gesù. Il giorno dopo, invece, si accorge che anche Gesù aveva lasciato il luogo in cui aveva distribuito il pane, dopo aver reso grazie. Gesù aveva raggiunto i Sui discepoli al sopraggiungere dell’oscurità della sera e nessuno tra la folla lo aveva visto andarsene. Sapevano però che i suoi discepoli si erano diretti a Cafàrnao, è lì si dirigono anche loro. Arrivati al luogo in cui si trovavano i discepoli, vedono anche  Gesù e  Gli chiedono quando fosse andato là. La risposta è ovvia: Gesù aveva lasciato il luogo del raduno col buio, mentre essi dormivano, per cui nessuno se ne era accorto.

  Gesù agisce sempre, come agisce il Padre, anche se noi non ce ne accorgiamo, mentre l’umanità dorme, stordita dal frastuono e dalle occupazioni mondane. Egli è venuto a svegliarci da questo nostro sonno e ha fatto tutto quello che era possibile fare perché ci svegliassimo e aprissimo gli occhi, passando dalle tenebre della morte (peccato) alla luce della vita.

  Le Sue parole infatti ci hanno insegnato la Verità che ci rende liberi e con la Sua vita terrena  ci ha lasciato l’esempio dell’amore perfetto, che tutti noi siamo chiamati a vivere, diventando figli di Dio, per mezzo della fede in tutto ciò che Egli ha detto e fatto, quando era visibilmente su questa terra.

 

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