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Giu 26 2010

Vangelo secondo Giovanni

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“Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo.”  Gv 19, 17-18

Giovanni usa poche parole per descrivere la crocifissione, così che la nostra attenzione possa concentrarsi tutta su Gesù, che ha accettato di farsi condannare a morte, secondo il metodo allora utilizzato dai romani. Gesù sta in mezzo ad “altri due”, crocifissi insieme con Lui, “uno da una parte e uno dall’altra”. A Giovanni deve aver fatto un effetto particolare vedere Gesù crocifisso in mezzo ad altri due condannati, poiché lui e suo fratello Giacomo avevano espresso il desiderio di sedere uno alla destra e uno alla sinistra del regno di Gesù (cfr Mt 20, 21 e Mc 10, 37)!

Gesù crocifisso mostra qual è il Suo regno, che non appartiene a questo mondo: è il regno dell’amore che si dà fino alla morte, per salvare tutti noi che ci eravamo perduti a causa del peccato. I due malfattori crocifissi insieme a Lui sono l’immagine dell’umanità tutta che, senza Dio, giace nelle tenebre di una vita vuota e priva di senso. Gesù ci insegue fino al luogo della nostra perdizione, e perde la propria vita in mezzo a noi, per restituirci la nostra. Chi crede in Lui, infatti, “anche se muore, vivrà” (Gv 11,25 ) e vivrà in eterno!

Gesù muore per tutti noi affinché, alzando lo sguardo verso di Lui, otteniamo di essere uniti a Lui nella vita che non ha mai fine, la quale procede da Lui che è “la via, la verità e la vita” (Gv 14,6).

 

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