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Giu 26 2010

Vangelo secondo Giovanni

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“Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti,  i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: ‘Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!’. I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà.

  Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: ‘Quale segno ci mostri per fare queste cose?’. Rispose loro Gesù: ‘Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere’. Gli dissero allora i Giudei: ‘Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?’. Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

  Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.” Gv 2, 13-25

Queste cose accaddero in vicinanza della Pasqua ebraica, Festa nella quale si ricorda la liberazione degli Ebrei dalla schiavitù in Egitto. Ricordiamoci sempre che Gesù è venuto a liberarci dalla schiavitù del peccato e che, pertanto, con Lui siamo sempre in prossimità della Pasqua, poiché siamo tutti peccatori!

  Entrato nel tempio, Gesù caccia fuori i venditori degli animali che venivano quotidianamente immolati a Dio, secondo la Legge di Mosè. L’amore per Dio non deve essere contaminato dal denaro, poiché l’amore di Dio non si compra, ma è gratuito! Quindi Gesù purifica il tempio, come vuole purificare la nostra idea di Dio e della religione.  Nella casa di Dio si prega, non si fanno affari!

  Ai Giudei che gli chiedevano un segno che mostrasse loro con quale autorità Gesù si permetteva di fare cose del genere, Egli rispose in modo indiretto, identificando il proprio corpo con il tempio di Dio, che sarebbe risorto dopo tre giorni dalla sua morte. Ma essi non compresero il significato profondo delle parole di Gesù, e pensarono al tempio di pietra, che era stato costruito in trentasei anni di duro lavoro. Anche i discepoli, però, capirono il vero senso di quelle parole solo dopo aver visto Gesù Risorto.

  Noi non abbiamo visto Gesù, ma abbiamo la testimonianza degli apostoli, che interpella la nostra fede. Non c’è nessuna differenza tra loro e noi, ma tutti siamo stati chiamati a credere che Gesù è Dio e che in lui possiamo avere, tramite la fede, la salvezza ovvero la vita senza fine.

  Anche in questo passo, dunque, Gesù annuncia la sua morte e la sua risurrezione dai morti. Crediamo noi a questo annuncio? Gesù vuole resuscitare anche noi, dopo la nostra morte: la nostra salvezza dipende dalla nostra fede in Lui. E Gesù, che conosce il cuore di ogni uomo, sa sempre se la nostra fede è sincera oppure no. Infatti, dice ancora questo passo evangelico, Egli non si fidava di coloro che in quella occasione dissero di credere nel suo nome, poiché allora come adesso Egli conosce ciascuno di noi, i nostri pensieri, le nostre paure, i nostri propositi, le nostre intenzioni, poiché egli è una cosa sola con Dio, che è onnisciente, e quelli non avevano detto la verità.

  Chiediamo allora a Gesù, che ci conosce nel profondo, di aiutarci ad avere una fede sincera in Lui che è la Vita e vuole darci la vita eterna.

 

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